WE HAD A DREAM/HERETIK SYSTEM  – domenica 02 gennaio – Anteprima al Cineofficina Refugio

In Inghilterra, nei primi anni ’90, il Criminal Justice Act di Margaret Thatcher ha vietato i raduni randagi a base di musica elettronica, i cosidetti “rave parties”. I maggiori attivisti hanno lasciato il paese x continuare a vivere la loro passione. Tra questi, i leggendari Spiral Tribe hanno cominciato a viaggiare in tutta Europa, facendosi modello di un nuovo mezzo d’espressione x i gruppi che successivamente si sono formati… in Francia, Repubblica Ceca ed Italia. Nasce così il “Free Party”, un festival gratuito, alternativo ed illegale, la miscela esplosiva che combina un pubblico inizialmente marginale e di nicchia ad una subcultura libertaria.

In Francia inizialmente questo genere di raduni erano sconosciuti al grande pubblico. Le poche centinaia di partecipanti però, col tempo cominciano a diventare migliaia e le TAZ, “Zone Temporaneamente Autonome” (Hakim Bey), cominciano a diventare un fenomeno di studio nonchè di preoccupazione x i governi. Quello francese, secondo il modello inglese, punisce l’organizzazione dei techno parties e spinge i “ravers” sempre + all’underground. Pochi anni dopo l’arrivo degli inglesi, un gruppo francese fa il suo debutto, si tratta degli “HERETIK”, scomodi xchè ritenuti una mina vagante x l’establishment.

Attivismo condito da tanta musica, il rapido arrivo al successo, la droga, gli incidenti…il carcere. Alla fine degli anni ’90 cambia il credo del “vivere felicemente ma nascondendosi”; si decide così di cambiare la strategia e rivendicare i propri diritti mediante veri e propri “atti terroristici”, usando il rumore come arma, un “bombardamento di suoni” misto a dimostrazioni quali l’interruzione di pubblico servizio mediante raduni illegali che riuniscono migliaia di persone nel cuore della capitale, a Parigi.

Il film traccia senza tabù più di 10 anni d’attivismo di questa tribù metropolitana, che clandestinamente ha organizzato dei festival persino nei templi della società dello spettacolo. Gli HERETIK hanno scalato i gradini dell’Olympia, il mitico locale parigino. Siete pronti ad una full immersion nella travagliata vita privata di uno dei gruppi di spicco della contro-cultura europea ?!?
Il documentario verrà proiettato quasi in contemporanea da noi e dal CSOA Mercato Occupato di Bari.
Un’anteprima nazionale.

CINEOFFICINA REFUGIO
Scali del Refugio, 8 Livorno
Versione Originale con sottotitoli in italiano a cura di Gianni Cheli e TraduTOR
ore 22
posto unico 3 euro

Da non perdere

Per saperne di più:

http://www.heretik.net/
http://uk.ihouseu.com/cmspage-648415564/

FUORI-PROGRAMMA AL CINEOFFICINA REFUGIO

Un grande documentario per chi se lo fosse perso:
Joe Strummer: the Future is Unwritten”

Documentario- tributo all’ex cantante dei The Clash (ma anche 101ers e più recentemente The Mescaleros) realizzato da Julien Temple, documentarista inglese già autore nel 1980 del celebre The Great Rock’nRoll Swindle, epocale mockumentary che raccontava l’ascesa dei Sex Pistols dal punto di vista del lo…ro ex- manager Malcolm McLaren.

Girato con tutto l’amore del fan devoto, il documentario di Temple raccoglie le testimonianze di moltissimi ex- compagni di strada e ammiratori di Joe Strummer (1952- 2002), figlio di diplomatici divenuto “Punk Rock Warlord” (come egli stesso voleva essere ricordato) e icona musicale mondiale. Dagli ex membri delle sue varie band ai fan della prima ora divenuti celebri, come Johnny Deep, Jim Jarmusch o Bono degli U2.
Mescolando alle interviste moltissimo materiale d’archivio (si va dalle pagelle scolastiche alle locandine dei primi concerti, passando dai filmati familiari alle interviste d’epoca), utilizzando anche la voce off dello stesso Strummer, Temple ne ha ricostruito tutta la sua parabola: l’infanzia, i tempi della Art School e delle occupazioni di case, gli esordi con i 101ers, la scena Punk Rock londinese, fino agli ultimi concerti con The Mescaleros. Così facendo ha costruito un omaggio incondizionato a una figura a lui coetanea e di cui sembra rimpiangere soprattutto la personalità e l’impegno politico.
Osservando infatti i vecchi amici di Strummer seduti intorno a un falò che ne rievocano le gesta e ne eseguono le canzoni, emerge in un certo senso il fallimento della generazione del “Combat Rock”, travolta da una mercificazione della musica che ne ha stravolto lo spirito originale. Molti dei “sopravvissuti” hanno approfittato di questa mercificazione mentre altri, rifiutandola, sono stati emarginati di fatto dall’establishment musical, come è il caso di molti compagni di Strummer intervistati nel film. Ed è a questi ultimi che sembra andare la simpatia di Temple, punk-rocker 50 enne rimasto, almeno così pare, fedele agli ideali musicali di gioventù.

Se non l’avete ancora visto
La maniera migliore per inizare questo dicembre 2010

JOE STRUMMER : THE FUTURE IS UNWRITTEN

domenica 5 dicembre
Cineofficina Refugio
Scali del Refugio,8 – Livorno
Ore 22 – Offerta libera