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SI FA PRESTO A DIRE GENDER – Rassegna cinematografica sull’identità di genere.

“Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa”. È in questa prospettiva che si inserisce la mini-rassegna cinematografica a cura del Teatrofficina Refugio sul tema del gender. I gender studies si occupano ormai da qualche decina d’anni dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. A tale proposito occorre subito fare una distinzione tra sesso e genere. Il sesso è un corredo genetico, un insieme di caratteri fisici e anatomici che producono un binarismo maschio/femmina. Il genere è invece una costruzione culturale, la definizione di comportamenti che rivestono più o meno fedelmente il corredo biologico. In questo senso, vi può essere una divergenza tra le caratteristiche sessuali di un individuo e il ruolo che tale individuo ricopre nella società. Maschilità e femminilità sono quindi concetti dinamici (si trasformano col tempo) e relativi (cambiano da società e società).

La rassegna propone sei opere che spaziano nel tempo e nel luogo. La prima è L’assassinio di Sister George, un film di Robert Aldrich del 1968, dove un’attempata attrice di sceneggiati si trova divisa tra il ruolo televisivo confortante di un’infermiera e quello ben più scabroso nella vita reale (beve, frequenta i locali notturni, ha una giovane amante, ecc.).

Il secondo film in programma è My Beautiful Laundrette, tratto da una sceneggiatura di Hanif Kureishi. La storia vede come protagonisti due giovani amanti (Gordon Warnecke e Daniel Day Lewis, qui ai suoi esordi cinematografici) che cercano di farsi forza e farsi strada nell’Inghilterra arrrivista di Margaret Thatcher.

Il terzo film è Tre, l’ultimo film di Tom Tykwer, il regista di Lola Corre. Qui vediamo una coppia di quarantenni tedeschi, Hannah e Simon, che dovrà fare i conti con l’arrivo inaspettato di un terzo elemento che cambierà i loro equilibri sessuali e sentimentali.

Domenica pomeriggio la rassegna si apre con Tipping the Velvet, una miniserie inglese in tre puntate tratta dal romanzo di maggiore successo della scrittrice Sarah Waters. La protagonista, Nancy Astley, è una giovane ostricaia di provincia che si innamora di Kitty Butler, un’artista di cabaret, e la seguirà a Londra dove vivrà molteplici avventure per arrivare a capire qual è il suo ruolo nella società di fine Ottocento.

A seguire, una commedia belga dal titolo La mia vita in rosa, dove si esplora il concetto di identità sessuale dal punto di vista di un bambino di sette anni, Ludò, che preferirebbe essere una bambina.

Chiude la rassegna un film inedito in Italia, Do Comeco ao Fim (Dall’inizio alla fine), del regista brasiliano Aluisio Abranches, nel quale il tabù dell’omosessualità si confronta e si scontra con le regole dell’istituzione familiare.

SABATO 17 MARZO

Ore 18: L’assassinio di Sister George (The Killing of Sister George) – regia di Robert Aldrich, Uk 1968, 138 minuti
http://www.culturagay.it/cg/schedafilm.php?id=249

Ore 21 My Beautiful Laundrette – regia di Stephen Frears, Uk 1985, 97 minuti.
http://it.wikipedia.org/wiki/My_Beautiful_Laundrette

Ore 23 Tre (Drei) – regia di Tom Tykwer, Germania 2011, 119 minuti (versione originale con sottotitoli italiani)
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48205&film=Drei

DOMENICA 18 MARZO

Ore 18 Tipping the Velvet (Carezze di velluto) – miniserie in tre puntate tratta dall’omonimo libro di Sarah Waters – regia di Geoffrey Sacks, Uk 2002, durata totale: 150 minuti (versione originale con sottotitoli italiani)
http://www.cinemagay.it/schede.asp?IDFilm=1928

Ore 21 La mia vita in rosa (Ma Vie en Rose) – regia di Alain Berliner, Belgio 1997, 90 min
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=33824&film=LA-MIA-VITA-IN-ROSA

Ore 23 Per Sempre (Do Comeco ao Fim) – regia di Aluizio Abranches, Brasile 2009, 94 min (versione originale con sottotitoli italiani)
http://it.wikipedia.org/wiki/From_Beginning_to_End_-_Per_sempre

Festival Cinematografico al Teatrofficina Refugio
Questo fine settimana partirà all’interno del Teatrofficina Refugio il “Festival di Canne”, una serie di proiezioni sul tema delle dipendenze, della tossicità e dell’antiproibizionismo. 
La scelta dei film si è orientata su microtematiche e su pellicole poco viste per dare al pubblico l’emozione di una prima visione.
Il festival aprirà il pomeriggio di sabato 25 ottobre con “Amore Tossico “, film culto del 1983 girato tra Ostia e Roma con attori non professionisti tra cui molti tossicodipendenti; a seguire un documentario sulla Milano del 1977 di A. Branca .
La sera è dedicata al regista Abel Ferrara che ha trattato spesso il tema della dipendenza nei suoi film. In programma “The Addiction ” e “Il nostro Natale “.
Domenica 25 ottobre si parte alle 16 con la maratona “Weeds “, serie televisiva americana candidata al Golden Globe. Sarà possibile vedere per la prima volta sul grande schermo l’intera prima stagione.
Domenica sera il film stracult “Chappaqua “, uno dei più famosi esempi di film psichedelico, con cameo dei più importanti esponenti della beat generation come A. Ginsberg e W. Burroughs.
L’ultimo giorno del festival, lunedì 27 ottobre, si parte con un episodio dei Simpsons, “L’erba di Homer ” e, a seguire, un documentario sull’antiproibizionismo con Roberto “Freak” Antoni. Alle 18,30 “Grass ” un documentario sulla marijuana diretto da Ron Mann, regista indipendente canadese. Alle 22 si chiude con “Reefer Madness ” un musical brillante a tema basato sulla vecchia pellicola di propaganda del 1936.
Questi ultimi due film sono stati sottotitolati a cura del Teatrofficina Refugio.
Appuntamento per tutti al Teatrofficina Refugio, Scali del Refugio, 8 Livorno sabato 25, domenica 26, luned 27 ottobre con lo stupefacente “Festival di Canne”.

Biglietto giornaliero 4 euro